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Camere bianche: cosa sono e che impiego trovano nella filiera alimentare?

13 settembre 2021
La camera bianca, detta anche clean room, è un ambiente industriale appositamente progettato e particolarmente controllato. La sua caratteristica principale è la presenza di aria molto pura, cioè a bassissimo contenuto di microparticelle inquinanti in sospensione. Si tratta di una zona di lavoro soggetta a determinati controlli ambientali quali pressione, umidità e temperatura. L’elemento chiave del funzionamento è il sistema di filtraggio e ricircolo continuo dell’aria, la quale deve essere finemente depurata da polveri e contaminanti e reintrodotta nell’ambiente tramite un flusso d’aria omogeneo e non turbolento. La classificazione del livello di “purezza” della camera bianca è definito dallo standard ISO 14644, il quale effettua un conteggio delle microparticelle aerodisperse in un metro cubo di aria trattata. Lo standard definisce nove livelli, da ISO 1 a ISO 9, dove il primo livello è il più controllato e difficoltoso da ottenere e l’ultimo è paragonabile all’ambiente di vita quotidiano. Un importante occhio di riguardo è da avere nella vestizione del personale che lavora in questi ambienti, in quanto esso stesso può essere sorgente di contaminazione. Per limitare tale rischio è opportuno che l’operatore, all’ingresso dell’ambiente controllato, sia adeguatamente protetto con indumenti monouso specifici quali camice o tuta integrale, calzari, guanti, occhiali e mascherina. Le clean rooms trovano applicazione in tutti i settori produttivi, nei quali è cruciale evitare la contaminazione dei prodotti, poiché potrebbe esserne inficiata la qualità e comprometterne la commercializzazione. Questi ambienti vengono utilizzati specialmente nei campi scientifico, ospedaliero-farmaceutico, ottico, microelettronico e alimentare. Nel campo alimentare, in particolare modo, scopriamo che la conservazione dei prodotti è molto delicata. I prodotti alimentari, infatti, sono destinati a deteriorarsi prima del previsto nel momento in cui vengono a contatto, in fase di lavorazione e confezionamento, con contaminanti che possono attivare una proliferazione indesiderata di funghi e batteri. Questo deterioramento prematuro può avvenire qualora le condizioni igieniche non vengano rispettate durante tutti gli step produttivi, creando così anche rischi per i consumatori. Normalmente, per limitare il rischio di contaminazione, viene applicato lo standard HACCP assieme ad un’accurata detersione e disinfezione giornaliera degli ambienti produttivi alimentari. Questa metodologia è certamente la più impiegata ma può presentare importanti carenze quali, appunto, il non controllo “on the go” dell’atmosfera circostante la catena produttiva. La soluzione migliore per prevenire in ampia parte questo genere di problematiche è lo spostamento delle fasi produttive più delicate all’interno delle camere bianche, unendo ciò ad un efficace pulizia giornaliera della camera stessa. Tipici prodotti del settore Food&Beverage trattati all’interno di clean rooms sono: prodotti da forno e di salumi; prodotti alimentari biologicamente attivi (come yogurt, panna, formaggi, vini); prodotti eterogenei che non possono essere sterilizzati o surgelati (come alcuni prodotti precotti o di gastronomia); prodotti a bassissima carica microbica (come le acque minerali e bevande). Infine, importanti esempi di camere bianche si hanno anche in specifici step produttivi come il taglio, la porzionatura, l’affettatura, la grattugiatura, la cubettatura e il confezionamento di alimenti solidi.   Piccola curiosità: la Stazione Spaziale Internazionale in orbita intorno a noi è stata interamente prodotta, come

Paluan ti aspetta a Exposanità

30 marzo 2018
Dal 18 al 20 Aprile 2018 Paluan Professional parteciperà a Exposanità, la fiera che presenta le più recenti innovazioni nel sistema sanitario, un’occasione di business, conoscenza e crescita professionale. Coglieremo l’occasione per presentare i nuovi prodotti con idoneità CAM e GPP e per mostrare l’ampia scelta della nostra offerta in prodotti e servizi. Ti aspettiamo al PAD20, STANDA62.

Grafene: il disinfettante del futuro?

18 luglio 2016
L’Università Cattolica del Sacro Cuore, in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Roma, ha realizzato una ricerca che apre a nuove possibilità per vincere le resistenze antibiotiche in ospedale usando una particolare formulazione (gel o liquida) a base di grafene, un nanomateriale costituito di carbonio che si trova anche nella mina delle matite, fatta di grafite. Sembra che questo materiale possa annientare batteri e funghi killer ospedalieri, come lo Staphylococcus aureus e la Candida albicans e nei prossimi anni potrebbe diventare un “disinfettante” ospedaliero. L’utilizzo di questo prodotto ha un duplice vantaggio: il grafene è una molecola rispettosa dell’ambiente e ha dei costi contenuti. Infine, oltre che come disinfettante, il grafene potrebbe essere usato per rivestire strumenti medici e chirurgici e in questo modo potrebbe contribuire a ridurre le infezioni, soprattutto dopo un intervento chirurgico, oltre a ridurre l’uso di antibiotici e la resistenza agli antibiotici. Un traguardo importante per tutti gli addetti del settore delle pulizie professionali.

Nuove agevolazioni per l’acquisto delle tue attrezzature

27 aprile 2016
A partire dal 2 maggio le PMI potranno richiedere acquisti agevolati alla “Sabatini ter”, uno strumento per permettere alle aziende di investire su beni strumentali per l’impresa, ovvero nuovi macchinari, impianti e attrezzature. L’agevolazione è aperta alle micro, piccole e medie imprese che operano sul territorio nazionale ed in tutti i settori produttivi, compreso quello delle pulizie professionali. Questa regolamentazione non comprende l’acquisti di beni identici a quelli che andranno a sostituire, ma si tratta di nuove strumentazioni, per incrementare la crescita dell’azienda. I dettagli sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico: http://www.sviluppoeconomico.gov.it/
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